Maxi sequestro di pesce irregolare in provincia di Sassari.
La Guardia Costiera ha portato a termine un’operazione di controllo su vasta scala finalizzata alla tutela della sicurezza alimentare e alla corretta commercializzazione dei prodotti ittici. L’attività, coordinata dal 15° Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima del Nord Sardegna, si inserisce nelle azioni istituzionali di contrasto alle irregolarità lungo l’intera filiera della pesca.
Nel corso delle verifiche, i militari hanno analizzato la documentazione che accompagnava le partite di pescato, riscontrando la presenza di alcune aziende sarde non registrate nelle banche dati di riferimento. Da qui è scattato un approfondimento che ha interessato due punti vendita appartenenti allo stesso centro di grande distribuzione specializzato in prodotti surgelati, situati nelle aree commerciali di Predda Niedda a Sassari e di Prato Sardo a Nuoro.

Presso la sede sassarese, i controlli hanno portato al sequestro di oltre 26 tonnellate di prodotti ittici non conformi. In particolare, 9.737 chilogrammi erano privi delle informazioni obbligatorie sulla tracciabilità e sull’etichettatura previste dalla normativa europea. Tra il materiale rinvenuto figuravano 7.073 chilogrammi di tonno pinna gialla, 1.430 chilogrammi di tonno alletterato, 634 chilogrammi di muggini, 600 chilogrammi di tentacoli di totano, oltre a ben 16.600 chilogrammi di prodotti risultati scaduti e conservati in violazione delle disposizioni sulla sicurezza alimentare.
Al termine dell’operazione sono state elevate due sanzioni amministrative per un importo complessivo di 3.000 euro e disposto il sequestro dell’intero quantitativo di merce. Sono inoltre in corso ulteriori accertamenti, in collaborazione con la Asl di Sassari, per verificare eventuali responsabilità legate al mancato rispetto delle procedure di autocontrollo sanitario.
Parallelamente, un’altra squadra ispettiva ha esteso i controlli alla sede di Nuoro dello stesso centro di distribuzione, dove sono stati sequestrati 2.400 chilogrammi di prodotti scaduti. Anche in questo caso è stata contestata una violazione in materia di igiene e sicurezza alimentare, con l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a 2.000 euro.
